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Nuova sinistra per nuova politica

Nuova sinistra per nuova politicaAll'indomani delle Primarie del PD, riceviamo un interessante contributo da Marco Spinelli, socio della nostra Associazione, sul tema della nuova sinistra che emerge da quel voto.
Questo articolo fornisce un primo abbozzo di riflessione non banale che supera il semplice livello della pura registrazione giornalistica di un risultato.
Ci auguriamo di ricevere molti altri interventi capaci di leggere e prospettare un progetto per il futuro dell'Italia.

"Sarebbe un errore sia banalizzare l'esito delle primarie del PD sia esprimere un giudizio partendo esclusivamente dalle valutazioni di raffronto numerico con il passato.
Perché comunque sia quasi due milioni di uomini e donne che decidono liberamente di partecipare con il proprio voto ad un evento del genere è un segnale ed una prova di democrazia.
Ma la questione politica di maggior rilievo è a mio giudizio il fatto che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio soggetto politico nuovo.
Probabilmente ha ragione chi sostiene che in questi giorni è finita la transizione iniziata con la fusione tra DS e Margherita, ed è nato un partito diverso, un'altra cosa rispetto anche alla idea degli stessi originari iniziatori.
Il popolo che si ritrova nel PD di oggi è un popolo più di centro che di sinistra, più liberaldemocratico che socialista.
Resta tuttavia il fatto, che migliaia di persone si sono perse per strada e lo hanno abbandonato.
Hanno abbandonato sfiduciati da tante cose, ma soprattutto da una politica sempre più incentrata negli interessi del capo e sempre meno del popolo che intende rappresentare.
Uomini e donne, che rimangano sospesi nella ricerca di una nuova ragione.
Ragione che non sarà facile ricostruire, perché, come ha detto qualcuno, perdere la fiducia è una cosa seria.
Ma in questo sta la responsabilità e la sfida, anche per una nuova sinistra.
Una nuova sinistra, che non risponda con le vecchie categorie di interpretazione alle nuove problematiche che la globalizzazione pone.
Una sinistra che torni a rappresentare un suo popolo e lo organizzi in una sua precisa funzione storica.
Ma soprattutto una sinistra unita, capace di ricostruire, partendo dal valore del lavoro, un centro-sinistra largo e plurale.
Rimane l'amarezza per la fine di un progetto a cui in tanti avevamo creduto e rispetto al quale nessuno è esente da errori."

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